Primavera – Estate 2020

Lei.
Appunti presi in fretta per fissare ogni attimo fugace, pensieri che sono già ricordi, sensazioni da riassaporare con l’aiuto di profumi e colori. Il viaggio immaginario non ha confini, attraversa paesi lontani, tocca mete mondane e ha uno stile per ogni tappa, tra gli immancabili fiori, i colori e le stampe che ricompongono l’heritage del marchio.

Il caldo africano dà nuova vita alla rosa e la trasforma in una rosa-tigre, in cui le tonalità abbaglianti dell’azzurro e del giallo danzano in accattivanti cromatismi al ritmo di linee geometriche e funzionali. La primula francese fiorisce su dune etniche dalle campiture cromatiche decise. Il gioco dei contrasti unisce pennellate acquerello e linee definite. Il giglio disconosce il suo candore e prende a prestito sfumature fluo: la rievocazione di atmosfere carioca delle Americhe del Sud è più vivida che mai, carica com’è di brio e vivacità.

L’anima è sporty, con connotazioni easy chic, dove color block e volumi servono a costruire capi destrutturati. Righe Saint-Tropez, chevron, pois e logature: le disegnature geometriche hanno un accento pop.
Ma poi, come per magia, dal baule da viaggio escono tessuti preziosi, ricami personalizzati, texture inedite: è il momento di prepararsi per un evento speciale.

Lui.
La musica, il mare, gli animali. Il racconto onirico diventa una sinestesia, dove elementi che rimandano a sfere sensoriali diverse sono uniti da un uguale intento: sorprendere. Influenze esotiche si impossessano delle t-shirt. La tigre della Malesia a guardarla bene è un cantante rock. L’allure felina del black puma è mitigata da macchie pop. Corde e nodi marinari si intrecciano per disegnare forme di animali inaspettati. Note musicali impersonano cavallucci marini oppure conchiglie dal guscio multicolor.

Il trasformismo è un gioco ammaliante che diventa materico: tessuti navetta come il gabardine tinto in capo, i cotoni, gli ammagliati in jersey con microfantasie, i felpati e gli jacquard, l’insostituibile denim. Le nuances di colore abbracciano uno spettro ampio: grigio mélange, giallo fluo, bianco, rosso, celeste, bluette, sabbia, blu e indaco.

Il neonato.
Nel ritratto di famiglia, il bébé è il fratellino o la sorellina più piccola. Stesso stile, stessa grinta. Tradotta da tessuti jersey per il piccolo lui, con stampe piazzate e in all-over. Mentre la piccola lei, oltre al jersey, si avvolge anche di rasatello di cotone in tre disegnature che strizzano l’occhio alla sorella più grande. La palette è insolita e per il maschietto si muove dall’azzurro al grigio mélange, dal bluette al verde acido, mentre l’accostamento di blu e bianco è ravvivato da tocchi di rosso indaco. Al femminile, invece, oltre all’irrinunciabile rosa, la proposta cromatica prevede il bianco, ora accostato all’indaco ora al nero.

Primavera – Estate 2020

Lei.
Appunti presi in fretta per fissare ogni attimo fugace, pensieri che sono già ricordi, sensazioni da riassaporare con l’aiuto di profumi e colori. Il viaggio immaginario non ha confini, attraversa paesi lontani, tocca mete mondane e ha uno stile per ogni tappa, tra gli immancabili fiori, i colori e le stampe che ricompongono l’heritage del marchio.

Il caldo africano dà nuova vita alla rosa e la trasforma in una rosa-tigre, in cui le tonalità abbaglianti dell’azzurro e del giallo danzano in accattivanti cromatismi al ritmo di linee geometriche e funzionali. La primula francese fiorisce su dune etniche dalle campiture cromatiche decise. Il gioco dei contrasti unisce pennellate acquerello e linee definite. Il giglio disconosce il suo candore e prende a prestito sfumature fluo: la rievocazione di atmosfere carioca delle Americhe del Sud è più vivida che mai, carica com’è di brio e vivacità.

L’anima è sporty, con connotazioni easy chic, dove color block e volumi servono a costruire capi destrutturati. Righe Saint-Tropez, chevron, pois e logature: le disegnature geometriche hanno un accento pop.
Ma poi, come per magia, dal baule da viaggio escono tessuti preziosi, ricami personalizzati, texture inedite: è il momento di prepararsi per un evento speciale.

Lui.
La musica, il mare, gli animali. Il racconto onirico diventa una sinestesia, dove elementi che rimandano a sfere sensoriali diverse sono uniti da un uguale intento: sorprendere. Influenze esotiche si impossessano delle t-shirt. La tigre della Malesia a guardarla bene è un cantante rock. L’allure felina del black puma è mitigata da macchie pop. Corde e nodi marinari si intrecciano per disegnare forme di animali inaspettati. Note musicali impersonano cavallucci marini oppure conchiglie dal guscio multicolor.

Il trasformismo è un gioco ammaliante che diventa materico: tessuti navetta come il gabardine tinto in capo, i cotoni, gli ammagliati in jersey con microfantasie, i felpati e gli jacquard, l’insostituibile denim. Le nuances di colore abbracciano uno spettro ampio: grigio mélange, giallo fluo, bianco, rosso, celeste, bluette, sabbia, blu e indaco.

Il neonato.
Nel ritratto di famiglia, il bébé è il fratellino o la sorellina più piccola. Stesso stile, stessa grinta. Tradotta da tessuti jersey per il piccolo lui, con stampe piazzate e in all-over. Mentre la piccola lei, oltre al jersey, si avvolge anche di rasatello di cotone in tre disegnature che strizzano l’occhio alla sorella più grande. La palette è insolita e per il maschietto si muove dall’azzurro al grigio mélange, dal bluette al verde acido, mentre l’accostamento di blu e bianco è ravvivato da tocchi di rosso indaco. Al femminile, invece, oltre all’irrinunciabile rosa, la proposta cromatica prevede il bianco, ora accostato all’indaco ora al nero.